Studio Counseling
sviluppo, crescita personale e benessere
 

 

 
TEORIE DI RIFERIMENTO
 

 
     
      Counseling individuale e di gruppo

La formazione integrata

Negli ultimi decenni si sono registrati cambiamenti significativi nell’universo del counseling, derivati anche dall’evoluzione nell’ambito delle psicoterapie; si è aperto il dialogo all’interno delle discipline psicosociali e un riavvicinamento tra le diverse scuole e indirizzi esistenti ha dato vita ad un approccio di tipo “integrato” o “eclettico”. Gli approcci integrati, originati dalla convinzione che nessuno degli approcci esistenti può considerarsi esaustivo e completo, sostengono l’opportunità di utilizzare tecniche provenienti da diverse teorie, combinandole in maniera nuova e originale. L’integrazione si basa sul presupposto che l’utilizzo di varie strategie sia sempre finalizzato alla domanda e alle esigenze del cliente.

La Psicologia Umanistico–Esistenziale

Nasce intorno agli anni ’50 per superare la concezione psicoanalitica ortodossa e il comportamentismo cui rinfaccia di considerare l’individuo come un oggetto da studiare, senza responsabilità della sua esistenza o la possibilità di autodeterminazione. Dal filone dell’umanesimo viene mutuato il concetto che ... "ogni teoria o dottrina deve avere come fine la persona umana ed il suo sviluppo" ... e da qui consegue il diritto di ogni individuo a costruire la propria unicità, a soddisfare i bisogni, ad esprimere le sue emozioni ed a realizzarsi e svilupparsi secondo i propri desideri, bisogni e valori. Gli individui possono apprendere, cambiare e affrontare le situazioni lavorando su di sé per sviluppare una maggiore consapevolezza e padronanza dei propri contesti di azione La prospettiva umanistica presuppone che ci sia un coinvolgimento dell’individuo nel processo di aiuto in quanto è l’individuo il reale artefice dello sviluppo di quelle risorse che posono essere utilizzate nella situazione da risolvere. Confluiscono in questa prospettiva diverse correnti di pensiero. In particolare:
  • la teoria del Counseling centrato sulla persona (Rogers)
  • la teoria della Gestalt di Perls
  • l’Analisi Transazionale di Berne
  • la Programmazione Neurolinguistica PNL di Bandler

Terapia Centrata sul cliente: i concetti fondamentali

Secondo Rogers, ogni persona possiede una forte spinta ad adattarsi, migliorarsi, realizzarsi. Ognuno infatti tende per natura ad aprirsi alle esperienze, ad essere responsabile, creativo e costruttivo (tendenza attualizzante).
Questa tendenza può venire meno, a esempi, nel caso in cui siano sorti problemi nella fase dello sviluppo della personalità' durante l'infanzia, momento in cui il bambino ha bisogno di essere considerato positivamente e senza condizioni, affinché l'immagine che ha di sé sia corrispondente alle esperienze che vive.
Quando la persona non riesce a essere in contatto con le proprie esperienze e non sa riconoscere i propri stati d'animo, si verifica un conflitto interiore e la persona non è più libera di crescere positivamente o di effettuare le proprie scelte in maniera ottimale.
Il compito del terapeuta Rogersiano è quello di facilitare il processo di crescita, auto-adattamento, responsabilizzazione, fare in modo che la persona sia in condizione di auto-migliorare il proprio comportamento.
Questo è reso possibile dal terapeuta che si pone in una condizione di parità con la persona che ha di fronte, ascoltando attivamente e senza pregiudizi.
Sarà il terapeuta stesso a calarsi "nei panni" dell'altro, a entrare nel suo mondo, per comprendere meglio il suo stato d'animo.
Ogni sentimento, discutibile o meno, è quindi accettato e compreso senza pregiudizi.

Gestalt: i concetti fondamentali

Il termine "Gestalt" rimanda alla nozione di struttura e di totalità.
Lo scopo della Gestalt è di far scoprire alla persona la "sua propria forma", il suo modello e la sua interezza.
L'analisi può costituire una parte del processo ma lo scopo della terapia della Gestalt è l'integrazione di tutte le parti della persona.
In questo modo l'individuo può far emergere liberamente tutte le proprie potenzialità rimaste, fino a quel momento, sopite o represse.
Il trattamento, che facilmente può essere eseguito in gruppo, è centrato sullo sviluppo della consapevolezza della persona mediante l'uso delle esperienze passate, dei ricordi, degli stati emotivi, delle sensazioni corporee etc.
In breve, tutto ciò che potrebbe contribuire a migliorare la consapevolezza dell'individuo è una parte consistente del processo terapeutico.
Una caratteristica fondamentale della psicoterapia della Gestalt consiste quindi nel metodo operativo che si fonda prevalentemente sull'esperienza, sia nella comprensione dei problemi del paziente che nella scoperta ed esplorazione delle possibili soluzioni.
Ogni piccolo cambiamento è vissuto in terapia come un’esperienza viva, dove il paziente ha la possibilità di esplorare le soluzioni ai suoi problemi non mediante l’intelletto e la razionalità ma attraverso una comprensione di tipo fenomenologico, dove sono incluse sia le emozioni sia le esperienze corporee.
La sua base contrattuale (legata cioè a obiettivi concordati inizialmente con il cliente) e la possibilità di articolare gli strumenti operativi, fanno della Psicoterapia Gestaltica un approccio duttile e in continua evoluzione.
Per questo i principi e le tecniche gestaltiche trovano ormai valida applicazione anche in ambiti diversi dalla psicoterapia: nelle relazioni di aiuto, nel colloquio clinico, nelle terapie di sostegno e in campo educativo.
La Gestalt è oggi praticata in contesti e con obbiettivi assai diversi: nella psicoterapia individuale faccia a faccia, nella terapia di coppia con entrambi i partners presenti contemporaneamente, nella terapia familiare, nei gruppi continuativi di terapia, nei gruppi di sviluppo personale del potenziale individuale, nelle istituzioni (scuole, istituti per giovani disadattati, ospedali psichiatrici e così via) o infine nell'ambito di aziende sia industriali che commerciali.
Mediante la terapia della Gestalt, i pazienti diventano più coscienti di se stessi e del loro mondo interno, sperimentando più chiaramente cosa desiderano, sentono e percepiscono, e potendo così muoversi nel mondo con maggiore assertività.

Analisi Transazionale: i concetti fondamentali

Il nome "Analisi Transazionale" indica chiaramente qual è l'oggetto principale di questa teoria: la "transazione" ovvero lo "scambio" che avviene tra due individui che comunicano.
Più precisamente, con Transazione si vuole intendere qualsiasi scambio che avvenga fra due o più persone: un dialogo è una transazione, cosi come può esserlo, ad esempio, uno scambio di gesti di affetto.
Nell'affrontare determinate situazioni, le persone, tendono a ripetere un "copione", ovvero le esperienze vissute nell'infanzia vengono continuamente riproposte come strategie operative, anche se a volte si rivelano inadeguate o dolorose.
Le persone infatti, tendono a seguire le strade già tracciate per sentirsi più sicuri, limitando così la possibilità di un pensiero divergente che riesca a trovare nuove soluzioni ai problemi che incontrano.
L'Analisi Transazionale è quindi una teoria psicologica che studia l'individuo all'interno dell'ambiente in cui vive, attraverso i comportamenti che manifesta.
Lo scopo di questa teoria della personalità è di indagare le dinamiche relazionali dei soggetti in relazione, e individuare quali siano le modalità più opportune per evitare il disagio e vivere, il più possibile, in armonia.

PNL: i concetti fondamentali

L’idea centrale della PNL è che i pensieri, i gesti e le parole dell’individuo interagiscono tra loro nel creare la percezione del mondo. Modificando la propria visione (detta mappa del mondo, ovvero il sistema di credenze relativo a ciò che è la realtà esterna e a ciò che è la realtà interna), la persona può potenziare le proprie percezioni, migliorare le proprie azioni e le proprie performance. La percezione del mondo e la risposta a esso possono essere modificate applicando opportune tecniche di cambiamento. La PNL insegna a sviluppare abitudini/reazioni di successo, amplificando i comportamenti facilitanti/efficaci e diminuendo quelli limitanti/indesiderati. Il cambiamento può avvenire riproducendo con attenzione i comportamenti e le credenze delle persone di successo (modellamento). La PNL sostiene che le persone possiedono in sé tutte le risorse per avere successo. Bandler e Grinder scelsero tre terapeuti di successo – Fritz Perls, Virginia Satir e Milton Erickson – come modelli ispiratori della PNL. I due studiosi analizzarono gli schemi di comportamento e di pragmatica dell'azione terapeutica dei tre e svilupparono schemi specifici per la comunicazione in generale, la costruzione della relazione di rapport (rapporto empatico positivo) tra soggetto bisognoso di aiuto e terapeuta e le conseguenze positive in termini di miglioramento personale.

Terapia Cognitivo Comportamentale: i concetti fondamentali

La Terapia Cognitivo-Comportamentale è finalizzata a modificare i pensieri distorti, le emozioni disfunzionali e i comportamenti disadattivi dell'individuo, producendo la riduzione e l'eliminazione del sintomo apportando miglioramenti duraturi nel tempo.
Si basa sul modello cognitivo, che ipotizza che le emozioni e i comportamenti delle persone sono influenzati dalla loro percezione degli eventi.
Non è la situazione in sé a determinare direttamente ciò che le persone provano, ma è piuttosto il modo in cui esse interpretano certe esperienze.
All'origine dei disturbi vi è, dunque, un modo distorto di pensare, che influenza in modo negativo l'umore e il comportamento del paziente.
La Terapia Cognitivo-Comportamentale sostiene, quindi, la presenza di una complessa relazione tra emozioni, pensieri e comportamenti, sottolineando come molti dei nostri problemi (tra cui quelli emotivi) siano influenzati da ciò che facciamo e ciò che pensiamo nel presente, nel qui ed ora. Questo vuol dire che agendo attivamente ed energicamente sui nostri pensieri e sui nostri comportamenti attuali, possiamo liberarci da molti dei problemi che ci affliggono da tempo. In termini molto semplificati possiamo affermare che l'intervento Psicoterapeutico si pone due obiettivi principali: il primo è di individuare e definire il tipo di pensiero che accompagna le emozioni negative (per esempio dolore, sconforto, paura); il secondo consiste nel cercare dei modi alternativi, più funzionali, di affrontare le situazioni problematiche.
L'adozione di sistemi di pensiero più costruttivi conduce a una modificazione dell'esperienza emozionale dolorosa.
Attualmente la Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale copre il campo del trattamento di molti disturbi mentali.
Oltre alle applicazioni psicopatologiche le tecniche cognitivo-comportamentali si dimostrano particolarmente efficaci e rapide per aiutare le persone a risolvere difficoltà di adattamento o crisi evolutive (difficoltà nelle relazioni sociali o nel lavoro, ansia da esame, reazioni disadattive al lutto, difficoltà nella coppia o nella gestione dei figli, ecc.), anche attraverso modalità alternative al trattamento psicoterapico.
 
   
   
   
         
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